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Norcia, Gli Eventi

5 Gennaio: La Pasquarella
È il canto con il quale i “pasquarellari”, andando di casa in casa, annunciano la nascita del Messia. Quest’uso ci rimanda alla tradizione religiosa dell’Epifania e cioè allo svelamento di Cristo alle genti, grazie ai Magi d’Oriente che recano doni al Bambino Gesù. Nelle pasquarelle sono presenti temi religiosi natalizi ed epifanici, narrati con ingenuità e grande fede. Non manca, a conclusione del canto, una richiesta di doni.

17 Gennaio: Festa di S. Antonio Abate
L’intercessione di S. Antonio sulle fatiche, la laboriosità del contadino, ma anche la benedizione del bestiame, del sale, del grano, sono gli aspetti portanti di questa festa. Dopo la partecipazione alla Messa in onore del Santo, che si svolge presso il Monastero delle monache Benedettine, i soci o santesi, generalmente tutti allevatori di bestiame ovino, offrono un’agnella ciascuno. C’è quindi la sfilata delle agnelle con il banditore retroguardia, il quale ha il compito di guidare l’asta, finché non pronuncia il fatidico “tre”. Il seguente rinfresco a base di ciambelle e di vino è aperto a tutti. Segue il solenne pranzo sociale. In passato il “pranzo di S. Antonio” era aperto a tutti, soprattutto ai poveri, a chi era di passaggio e a chi non aveva la possibilità di assaggiare la carne se non in quella circostanza.

Febbraio: Il Carnevale
Il Carnevale nursino festeggia il martedì grasso con la sfilata dei carri allegorici e delle maschere per le vie cittadine.

Ultimo week-end di Febbraio – Primo week-end di Marzo: Mostra Mercato Internazionale del Tartufo Nero
Dagli anni ’50, la manifestazione è diventata uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario nursino. Dopo più di 40 edizioni, ogni anno si ripropone come un’importante rassegna agro-alimentare finalizzata a valorizzare il meglio delle produzioni tipiche locali, nazionali ed internazionali. Le prime tre edizioni della “Sagra del Tartufo Nero e dei Prodotti della Montagna” si svolsero, con carattere di improvvisazione, pochissimi anni dopo la conclusione del II conflitto mondiale, quindi in un momento particolarmente delicato per l’economia rurale di questo territorio montano. Negli anni successivi si tentò di dare una maggiore organizzazione e valorizzazione alla manifestazione, garantendone la continuità e la crescita. A tal fine venne anche istituito l’”Ente per la valorizzazione del Tartufo Nero di Norcia e dei Prodotti Artigiani ed Agricoli della montagna” per promuovere ed attuare tutte le iniziative più vantaggiose per la valorizzazione delle produzioni locali, in particolare quella del tartufo, con lo scopo di imporre sempre più sensibilmente il prodotto sui mercati nazionali ed internazionali. La rassegna riuscì pertanto ad entrare nella tradizione. Contrariamente ad oggi, la mostra si svolgeva all’interno di edifici scelti, a seconda della disponibilità e del numero degli espositori. Attualmente, invece, gli oltre 200 espositori vengono collocati all’aperto, in Piazza S. Benedetto, nelle vie limitrofe e nell’area nei pressi di Porta Ascolana. Col crescere della manifestazione sono anche cresciuti i convegni, soprattutto in relazione alla stessa inclusione di Norcia, dal 1993, nell’area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Nei tre giorni della manifestazione non è mai mancata la presenza di importanti rappresentanti politici e la visita di personaggi famosi del mondo dello spettacolo, nonché l’interesse dei mass media regionali e nazionali.
Anno decisivo per la storia della rassegna fu il 1979, anno in cui alla Mostra venne riconosciuto il carattere di “Nazionale”. La mostra non si interruppe nemmeno nel 1980, periodo in cui Norcia e l’intera Valnerina furono colpite da un disastroso terremoto. Dal 1986 la rassegna assunse la denominazione di “Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero Pregiato di Norcia e dei Prodotti Tipici”, dato che gli espositori, come pure i visitatori, non sono solo quelli locali o degli altri Comuni della Valnerina, ma provengono da diverse regioni italiane.
Nel 1993 hanno fatto la loro comparsa i primi espositori provenienti da diversi paesi europei ed extraeuropei; segno questo della crescita ulteriore, in senso internazionale, della manifestazione. Oggi gli operatori del settore l’annoverano tra le più importanti occasioni di incontro e di scambio.

20 e 21 Marzo: Celebrazioni in onore di San Benedetto, Patrono Principale d'Europa
Il Comune di Norcia, insieme a S.E. Mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, e Padre Cassian Folsom, Priore del Monastero Benedettino di “Santa Maria Sedes Sapientiae”, organizzano ogni anno le solenni celebrazioni in onore di San Benedetto, Patrono della città e dell’intera Europa.
Le celebrazioni, come hanno dimostrato le edizioni trascorse, acquistano ogni anno un carattere e un significato del tutto particolari, considerata la loro finalità, sempre più fortificata, di recuperare, valorizzare e diffondere in tutto il mondo quei valori benedettini sui quali sono state impiantate la cultura e la civiltà del nostro continente e dell’intero pianeta.
Norcia, in qualità di città natale di San Benedetto, sente ogni anno più forte la propria missione di far conoscere l’opera e gli insegnamenti del grande Santo, soprattutto in quei territori bisognosi di pace e solidarietà cristiana. Questa è la missione che ogni anno è affidata alla Fiaccola Benedettina “Pro Pace”, una staffetta simbolica della luce di San Benedetto, scortata da giovani tedofori, in viaggio nelle giornate che precedono le celebrazioni del 20 e 21 marzo a Norcia.

20 marzo: La Fiaccola Benedettina
Dal 1964, anno della proclamazione di S. Benedetto a Patrono principale d’Europa, la Fiaccola Benedettina “Pro Pace”, con la sua corsa attraverso le strade d’Italia e d’Europa, viene accesa come ideale segno della luce di San Benedetto in una diversa e significativa località, suscitando sentimenti di fraternità, amicizia e pace, di cui il Santo da Norcia fu apostolo infaticabile in mezzo ai popoli, sotto il segno cristiano della croce e dell’aratro, tradotto dal motto emblematico ‘Ora et labora’. A partire dal 1980, a seguito delle celebrazioni del XV centenario della nascita di S. Benedetto, la Fiaccola Benedettina ha cominciato a ripercorrere le tracce della spiritualità benedettina nel continente europeo, coinvolgendo la partecipazione delle massime autorità politiche e religiose dei diversi Paesi visitati, non ultima quella degli Ambasciatori. In coincidenza con gli avvenimenti storici più significativi e recenti, la Fiaccola è stata accesa in Vaticano nel 1980 e nel 1984, a Strasburgo nel 1988, a Berlino nel 1989, a Praga nel 1990, a Budapest nel 1991, a Varsavia nel 1992, a Montecassino nel 1993, a Londra nel 1994, a Madrid nel 1995, a Bruxelles nel 1996, a Lisbona nel 1997, a Vienna nel 1998, a Skopjie nel 1999 e, in occasione del Grande Giubileo del 2000, ancora in Vaticano, dove ogni anno è stata accolta e benedetta dal Santo Padre. Nel 2002 la Fiaccola Benedettina ha oltrepassato per la prima volta nella sua storia i confini europei e l’Oceano. In seguito ai drammatici eventi dell’11 settembre, infatti, la “fiammella di San Benedetto” non poteva non illuminare, in segno di pace e amicizia, il popolo americano. Così, dall’Abbazia di St. Meinrad, nello Stato dell’Indiana, dov’è stata accesa, la Fiaccola si è mossa alla volta di New York, per fare tappa alla sede dell’ONU, a “Ground Zero”, al Consolato Italiano e alla cattedrale di St. Patrick. Sull’esempio di questa toccante esperienza in America, la destinazione scelta nell’anno 2003 per l’accensione e la partenza della Fiaccola “Pro Pace” è stata l’Australia, più precisamente il monastero Benedettino di New Norcia, a pochi chilometri da Perth, dove la Fiaccola ha celebrato la vicinanza spirituale delle due città che hanno in comune il nome e le radici spirituali della tradizione monastica benedettina, confermando la sua missione internazionale di pace e incontrando le massime autorità religiose e politiche impegnate sul fronte dei rapporti internazionali. Con lo stesso spirito di solidarietà e fratellanza, nell’anno 2004 la Fiaccola è arrivata in Terra Santa. Dopo essere stata accesa a Betlemme dal patriarca latino di Gerusalemme Michel Sabbah, la fiammella di San Benedetto ha portato la speranza nelle comunità di Gerusalemme e Rishon Le-Zion, incontrando autorità religiose, politiche e civili israeliane e palestinesi.
Oltre che significativa espressione di amore e di devozione al grande Patriarca da parte dei suoi concittadini, impegnati a conservarne e svilupparne l’eredità spirituale, quindi, si può ben dire che la Fiaccola è divenuta negli anni uno strumento di dialogo a più alto livello fra la piccola città di Norcia e le grandi istanze deputate a guidare i popoli di tutto il mondo sulla via dell’unità e della pace, dando voce ad uno dei più significativi appelli lanciati da Papa Giovanni Paolo II: “Alla luce splendente di codesta fiaccola possano, quanti incontrerete lungo le strade del vostro pellegrinaggio, sentirsi fratelli e comporre le ragioni dei dissidi e dei conflitti che fanno gli uomini nemici tra loro, e diventare capaci di perdono reciproco, di rispetto, di concordia e di collaborazione. Sia la vostra davvero la fiaccola della pace…”

21 Marzo: Festa di S. Benedetto; il Corteo Storico
Il Corteo Storico trae le sue origini dagli Antichi Statuti e dalle successive riformanze. La cerimonia si ripete ogni anno per onorare il Santo Patrono. Per l’occasione, in Piazza S. Benedetto sono presenti, con i loro meravigliosi costumi d’epoca, le rappresentanze delle sei guaite (gli attuali rioni della città): Porta Meggiana; Porta Massari; Porta Orientale; Porta Palatina; Porta Valledonna e Porta Narenula. Ogni rappresentanza si compone di un conestabile, due valletti, un vessillifero, un doppiere, due balestrieri ed un tamburino. I Castelli sono presenti per l’offerta del Pallio, un vessillo di stoffa pregiata, riccamente ricamato, recante lo stemma del Castello. Dal Palazzo Comunale scendono verso la Basilica i due Signori Consoli, scortati da armieri ed annunciati dal suono solenne di 10 clarine, con il Notaro delle riformanze e due abbondanzieri, mentre il clero si è schierato sul sagrato della Basilica. S’inizia quindi con molta solennità la cerimonia dell’offerta del Pallio da parte dei rappresentanti dei Castelli. Secondo l’elenco degli statuti, i Castelli che presenziavano erano ventisette o ventotto; oggi ne sono rimasti solo sedici. Anche le Guaite hanno subito nel corso del tempo variazioni sia riguardo al numero che all’estensione del territorio. Oggi sono appunto sei, quanto le porte d’ingresso della città, dalle quali hanno ripreso il nome. Le stesse, nel pomeriggio della festa del santo, si esibiscono in una competizione al torneo della Balestra. Questo torneo si ricollega agli antichi tornei, prodotto del Feudalesimo e della Cavalleria. Il tipo di Balestra usato dalla guaite è chiamato “Ruota d’ingranaggio”.

Ultimo venerdì prima di Pasqua: Venerdì Santo
La processione del “Cristo Morto” è una continuazione delle Compagnie dei Flagellanti medievali, passate alle nostre confraternite nel XVI sec., ad opera dei Cappuccini. A Norcia la processione si snoda sulla scia delle mura castellane, lungo le quali vengono composti dei suggestivi e scenografici quadri viventi delle quattordici stazioni della Via Crucis. Il tutto viene accompagnato da canti popolari, saturi di sentimento e compassione per le sofferenze del Cristo e dell’Addolorata, quasi sempre in forma di dialogo drammatico ed appassionato.

1 Maggio: Piantamaggio
Il mese di Maggio viene celebrato con feste e cerimonie che risalgono a tempi remotissimi. La più diffusa è quella di portare quasi processionalmente, con canti, suoni e danze, un albero detto appunto “maggio”, nel posto centrale del paese. L’albero, che poi dovrà essere piantato, dovrà essere spogliato della sua corteccia: solo nella parte culminante viene lasciato o aggiunto un ramo frondoso (simbolo fallico che richiama la festa dei Latini in onore della dea Maia, divinità della fertilità e la festa del Romani, in onore della dea Flora, la cui ricorrenza si celebrava con grande licenziosità, rilevandovi il fondamentale carattere fecondativo).

Fine Giugno: La Fiorita di Castelluccio
Si fa attendere a lungo, fino a tarda primavera, ma quando si manifesta lo spettacolo è di quelli che lasciano senza fiato. Un’esplosione di colori, tanti e vivaci, in mille variazioni cromatiche, su una tavolozza gigantesca, a decorazione di uno degli angoli più suggestivi del versante sud-occidentale del Parco nazionale dei monti Sibillini. Lo spettacolo cromatico, unico nel suo genere, è ben conosciuto come “fiorita” o “fioritura”; lo scenario è il maestoso e sconfinato Piano di Castelluccio di Norcia, piccolo centro montano di ineguagliabile bellezza a oltre 1400 metri di altitudine. E’ stata definita a ragione come ‘una poesia ecologica scritta direttamente dalla natura: il giallo intenso delle distese dei ranuncoli si combina armoniosamente con il rosso vivo dei campi pieni di papaveri, con il blu intenso delle genziane, il turchese delicato dei fiordalisi, il bianco delle giunchiglie e degli asfodeli, lo scarlatto dei garofani e con tutte le altre decine di sfumature dovute ad altrettante specie di fiori. Fatto è che da anni cattura l’attenzione e lo stupore di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, da anni è attesa da videoamatori e cinematografi, da anni è oggetto di interesse per botanici e naturalisti in genere. La fiorita, anche se variabile in base all’andamento climatico della stagione e al prolungarsi dell’inverno, giunge generalmente tra la fine di maggio e la fine di giugno e ogni anno, proprio per celebrare questa straordinaria manifestazione naturale, viene organizzata una festa sul Piano Grande. La festa rappresenta un’occasione per trascorrere una giornata a stretto contatto con la natura, per effettuare escursioni e passeggiate a cavallo, per organizzare picnic e assistere alle emozionanti dimostrazioni di volo libero con parapendio e deltaplano.

11 Luglio: Festa del Patrocinio di San Benedetto

Lugio - Agosto: Estate Nursina
Luglio e Agosto si animano con una serie di manifestazioni. Dai balli in piazza alle esibizioni musicali, alle innumerevoli sagre paesane che si svolgono in tutte le frazioni del comune. Da non perdere la festa delle fragole di bosco e dei prodotti tipici del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in programma per la terza settimana di agosto.

9 Dicembre: "Le Campane" o "Li Fauni"
La festa ricorda la traslazione della casetta della Madonna da Nazaret a Loreto, avvenuta nella notte del 1291. La tradizione popolare ricorda questo avvenimento con il suono delle campane, a mezzanotte in punto, e con l’accensione di grandi fuochi per riscaldare ed indicare la strada agli Angeli.